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“Fall”e “Autumn”: due parole, un’unica stagione

 


Foglie che cambiano colore, nebbie mattutine, tramonti dorati…è autunno, la stagione che chiude l’estate e ci accompagna verso l’inverno. In inglese, questa stagione viene chiamata fall o autumn.
Qual è la differenza tra queste due parole? E quando è meglio usare una piuttosto che l’altra? Scopriamolo insieme.

Partiamo dalle radici…
Entrambi i termini hanno origine in Gran Bretagna.
La parola autumn deriva dal latino autumnus. Prima dell’introduzione di autumn, la stagione veniva spesso chiamata “harvest” (raccolto) — ma questo generava confusione, perché “harvest” indica sia il periodo sia l’atto stesso del raccogliere i raccolti.

Curiosamente, anche fall ha origine nel contesto britannico: poeti del XVI-XVII secolo parlavano della “fall of the leaves” (la caduta delle foglie), e col tempo questa espressione venne abbreviata in fall.

Quando i coloni inglesi portarono l’inglese nel Nuovo Mondo, entrambe le parole autumn e fall fecero il viaggio con loro. Col passare dei secoli e un linguaggio sempre più divergente tra madrepatria e colonie, fall si affermò come parola prevalente in America.


Oggi come e dove si usano?
In inglese britannico, la parola preferita è quasi sempre autumn. È considerata più formale e poetica. Fall appare meno frequentemente, soprattutto in espressioni fisse (come “spring and fall”).
In inglese americano, fall è dominante nelle conversazioni informali e quotidiane per indicare la stagione autunnale. Autumn è usato occasionalmente, spesso con un tono più letterario o formale.

Quale è meglio usare?
Non esiste una “parola migliore” in assoluto: autumn e fall sono due volti della stessa stagione, anche se dobbiamo ricordare che, pur avendo origini britanniche, oggi fall è più ricorrente nell’inglese americano, dove autumn è considerato il termine più formale.

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